mercoledì, Febbraio 18, 2026

Ultime News

Related Posts

Alberto Tomba si racconta: follie, genio e amori veri o inventati

Alberto Tomba si racconta: follie, genio e amori veri o inventati. BOLOGNA – Campione, showman, mito sportivo. A quasi trent’anni dal suo addio alle piste, Alberto Tomba torna a far parlare di sé con la sua autobiografia “Lo slalom più lungo”, un racconto sincero e senza filtri sulla vita di un atleta che ha cambiato per sempre lo sci italiano.

Intervistato dal Corriere della Sera, Tomba ripercorre le tappe più importanti della sua carriera e del suo vissuto personale. «Ero stanco. Stressato. Gli allenamenti, le gare, i viaggi in macchina. Dover vincere sempre. Alla prima caduta diventavo Alberto Tombola. Ma non cambierei una virgola: è stato tutto bellissimo».

Le follie e il genio

“Quando mangiai il panettone tra una manche e l’altra era il mio modo di scaricare la tensione”, racconta. Celebre anche la discesa in canottiera e cravatta, nel 1995 in Svizzera: “Volevo salutare la gente, divertire il pubblico”. Un gesto che, come tanti altri, ha reso Tomba un personaggio unico, capace di unire estro e talento.

Non sempre, però, amato dal “sistema”: “Il campione doveva essere montanaro e silenzioso. Io ero cittadino, carabiniere, bolognese: questo dava fastidio”.

Coppe sfumate e ingiustizie

Tomba non nasconde l’amarezza per alcune vittorie mancate: “Ho perso Coppe in cui avevo vinto nove gare, e altri solo due. I regolamenti mi penalizzavano”. Ricorda con amarezza il 1988: “A Saalbach scesero lenti, qualcuno si fermò pur di non far vincere il cittadino. Poi battei Zurbriggen nel parallelo finale, ma non valeva per la classifica”.

L’uomo dietro il campione

Dietro la leggenda c’era un atleta vero, spesso accusato di preferire le discoteche alle piste. “Mi allenavo come un pazzo – spiega – ma ero umano, avevo un cuore. La televisione non mostra la pendenza: sciare è come buttarsi in un burrone”.

Tra amori e gossip

Fuori dallo sport, Tomba è stato anche icona pop: “Scrissero che avevo una storia con Katarina Witt solo perché andai a vedere la sua gara. Mi chiamavano Sex Bomb, ma erano sciocchezze. Mi fotografarono nudo in sauna: una vigliaccata”.

E sulla relazione con Martina Colombari: “Fu una storia bellissima. La andavo a prendere a scuola, non aveva ancora la patente. Ma la pressione mediatica era troppa, ci vedevamo poco. È durata quattro anni”.

Il bilancio di una vita

Oggi, a distanza di decenni, Tomba si guarda indietro con serenità: “Non cambierei nulla. Ho vissuto con passione e libertà. Ogni curva, ogni errore, ogni vittoria: tutto ha avuto un senso”.

Redazione BNItalia
Redazione BNItaliahttp://www.bnitalia.it
La redazione di BNItalia è composto da un gruppo di giornalisti giovani e dinamici che garantiscono sempre notizie che offrono anche approndimenti.

Popular Articles