Bari, il sindaco Leccese attacca De Laurentiis. È uno scontro durissimo quello esploso tra il sindaco di Bari, Vito Leccese, e la famiglia De Laurentiis sul futuro della SSC Bari e dello stadio San Nicola. Una lettera pubblica dai toni pesantissimi, destinata ad accendere ancora di più la tensione tra l’amministrazione comunale e la proprietà biancorossa dopo la retrocessione in Serie C.
Parole che scuotono l’ambiente calcistico barese e che mettono al centro una questione ormai sempre più delicata: quale sarà il futuro del Bari dopo il 2028?
La lettera di Vito Leccese contro la proprietà del Bari
Nel documento inviato alla SSC Bari, il sindaco Vito Leccese non usa mezzi termini e accusa apertamente la proprietà di essere distante dalla città e incapace di costruire un dialogo istituzionale serio.
“Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale estraneità rispetto alla città”.
Una frase fortissima, che apre un attacco frontale alla gestione del club da parte della famiglia De Laurentiis.
Il sindaco sottolinea come il suo intervento non nasca da semplice delusione sportiva, ma dal ruolo istituzionale ricoperto come rappresentante della comunità e responsabile dello stadio San Nicola.
Il nodo multiproprietà e la scadenza del 2028
Al centro della polemica c’è il tema della multiproprietà. Come noto, entro il 30 giugno 2028 la famiglia De Laurentiis dovrà cedere la SSC Bari per rispettare le norme federali che vietano il controllo di due club professionistici appartenenti alla stessa categoria.
La lettera insiste proprio su questo punto:
“Dal 2028 questa proprietà non potrà più gestire la squadra di calcio”.
Leccese accusa la società di non aver ancora chiarito quali siano le reali intenzioni sul futuro del club.
“Il Bari non è un asset”
Il passaggio più simbolico della lettera arriva nel finale, quando il sindaco risponde direttamente a una definizione utilizzata dalla proprietà.
“Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città”.
Una frase destinata a diventare manifesto della protesta di una parte importante della tifoseria biancorossa, che da tempo contesta la gestione societaria e il ruolo “secondario” attribuito al club pugliese rispetto al Napoli.
Le parole su Luigi De Laurentiis e la tifoseria
Nel documento il sindaco richiama anche alcune dichiarazioni passate della famiglia De Laurentiis che avevano profondamente ferito l’ambiente barese.
“Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi”.
Il riferimento è alle dichiarazioni nelle quali il Bari veniva considerato una “seconda squadra”, parole che ancora oggi alimentano tensioni e sfiducia.
Stadio San Nicola e iscrizione alla Serie C
La questione dello stadio San Nicola diventa un altro terreno di scontro.
La SSC Bari ha chiesto la disponibilità dell’impianto per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C, ma Leccese chiarisce che il Comune pretende garanzie precise.
Il sindaco chiede infatti un vero piano industriale quinquennale che chiarisca:
- obiettivi sportivi
- investimenti
- prospettive societarie
- futuro dopo il 2028
Senza queste risposte, il Comune non vuole assumersi responsabilità.
“Ci sono altri stadi in Puglia”
Uno dei passaggi più clamorosi riguarda l’ipotesi di utilizzare altri impianti.
Leccese ricorda infatti che la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come stadio ospitante.
“Ci sono altri impianti in Puglia”.
Una frase interpretata da molti come una vera pressione politica nei confronti della società.
Bari tra rabbia e delusione
La retrocessione in Serie C ha esasperato ulteriormente il clima attorno al club.
Nel documento emerge tutta la delusione di una città che si aspettava un percorso diverso dopo otto anni di gestione De Laurentiis.
“Verso le famiglie che devono spiegare ai propri figli perché la squadra della loro vita, dopo otto anni, sia ancora in Serie C”.
Parole che fotografano perfettamente lo stato d’animo di una piazza storicamente passionale e profondamente ferita.
De Laurentiis ora chiamato a rispondere
Il sindaco conclude chiedendo ufficialmente un piano dettagliato per il futuro della SSC Bari.
“Attendo il suo piano. A stretto giro”.
Una richiesta che ora mette la proprietà davanti a un bivio: chiarire pubblicamente le intenzioni sul club oppure alimentare ulteriormente lo scontro con città, istituzioni e tifoseria.
Bari, futuro tutto da scrivere
La sensazione è che questa lettera rappresenti solo l’inizio di una fase molto delicata.
Tra la necessità di rispettare le norme sulla multiproprietà, il malcontento dei tifosi e l’incertezza sul futuro societario, il Bari vive uno dei momenti più complicati della sua storia recente.
E adesso tutta la città aspetta una risposta concreta dalla famiglia De Laurentiis.
FAQ
Perché il sindaco di Bari ha scritto a De Laurentiis?
Per chiedere chiarimenti sul futuro della SSC Bari e criticare la gestione del club.
Cosa succederà nel 2028?
La famiglia De Laurentiis dovrà cedere il Bari per rispettare le norme sulla multiproprietà.
Cosa ha detto Vito Leccese?
Ha accusato la proprietà di essere distante dalla città e ha chiesto un piano industriale serio.
Il Bari rischia di lasciare il San Nicola?
Il sindaco ha ricordato che esistono altri impianti in Puglia utilizzabili per l’iscrizione.
Qual è la frase simbolo della lettera?
“Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città”.



