Nella mattinata odierna, carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, coordinati dalla DDA di Napoli, hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione di armi e droga aggravate dal metodo mafioso, tutte finalizzate a sostenere il clan Gionta.
Tra i fermati figura una figura di rilievo: Gemma Donnarumma, 71 anni, moglie del boss ergastolano Valentino Gionta.
🔍 I nomi degli arrestati:
- Gaetano Amoruso, detto “Nanetto” o “Recchiarella”, 33 anni
- Raimondo Bonfini, 34 anni
- Giancarlo De Angelis, 37 anni
- Alfredo Della Grotta, 30 anni
- Enrico Donnarumma, 54 anni
- Gemma Donnarumma, 71 anni
- Salvatore Ferraro, detto “o capitan”, 61 anni
- Michele Guarro, 61 anni
- Mariano La Rocca, 31 anni
- Amedeo Rosario Mas, detto “o castellon”, 42 anni
- Salvatore Palumbo, detto “o mmaccat”, 51 anni
- Pasquale Romito, detto “o turc”, 37 anni
- Alfredo Savino, 29 anni
- Carmine Mariano Savino, 37 anni
- Massimo Savino, 25 anni
- Fabiano Tammaro, 31 anni
- Raffaele Uliano, 49 anni
- Michele Mas, 21 anni
- Luigi Di Martino, 42 anni
Due soggetti risultano al momento irreperibili.
L’operazione ha coinvolto oltre 50 carabinieri, coadiuvati dallo Squadrone eliportato Cacciatori, ed è stata condotta nei pressi del Palazzo Fienga, una zona strategicamente vitale per il clan. Le indagini hanno permesso di documentare estorsioni a imprenditori locali, detenzione di armi e droga, e stretti legami con altre reti camorristiche.
Il sindaco Corrado Cuccurullo ha lodato l’iniziativa: “Lo Stato è presente e non arretra” ha affermato, sottolineando l’importanza di un’azione congiunta per restituire speranza ai cittadini.
Le misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Procura partenopea, includono accuse per:
- Associazione mafiosa
- Estorsione e tentata estorsione
- Detenzione illegale di armi
- Spaccio di stupefacenti
Tutti i reati risultano aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan.



