Il caro carburanti torna a pesare sulle vacanze e sugli spostamenti degli italiani. Il prezzo medio del diesel in modalità self service ha raggiunto nuovamente i 2,10 euro al litro sulla rete stradale nazionale, salendo dai 2,097 euro rilevati il giorno precedente.
Si tratta del livello più alto registrato dal 29 luglio, cioè dal giorno successivo all’entrata in vigore dell’ultimo taglio delle accise deciso dal Governo. La misura ha ridotto temporaneamente di 17 centesimi al litro la tassazione applicata al gasolio, ma resterà valida solamente fino al 6 agosto.
Nonostante l’intervento, quindi, il prezzo alla pompa è tornato a salire, riducendo rapidamente il beneficio atteso dagli automobilisti.
Benzina vicinissima alla soglia dei due euro
La situazione non è molto diversa per chi utilizza un’auto a benzina. Il prezzo medio nazionale della verde in modalità self è rimasto stabile a 1,999 euro al litro: appena un millesimo sotto la soglia psicologica dei due euro.
Ancora più pesanti i listini presenti lungo le autostrade. La benzina self costa mediamente 2,084 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,173 euro. I dati provengono dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. ANSA
Con questi prezzi, un pieno da 50 litri costa mediamente circa 105 euro per un’auto diesel e quasi 100 euro per una vettura a benzina. In autostrada, lo stesso quantitativo di gasolio arriva a sfiorare i 109 euro.
Taglio delle accise in scadenza il 6 agosto
L’attenzione è adesso concentrata sulla scadenza del 6 agosto. Senza una proroga o un nuovo provvedimento, il venir meno della riduzione di 17 centesimi potrebbe provocare un ulteriore aumento del diesel.
Il Governo sta valutando diverse soluzioni, tra cui l’impiego delle accise mobili, un meccanismo che permette di ridurre la tassazione sui carburanti utilizzando il maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici. Non è ancora chiaro, tuttavia, se l’eventuale intervento riguarderà solamente il gasolio oppure anche la benzina.
Il rialzo alla pompa si inserisce in un quadro energetico ancora instabile. Nella mattinata del 4 agosto il petrolio Wti è salito a 81,20 dollari al barile, mentre il Brent ha raggiunto gli 85,10 dollari. ANSA
Gli effetti sull’economia italiana
Il caro carburanti non colpisce soltanto chi deve mettersi in viaggio. L’aumento del diesel incide direttamente sui costi dell’autotrasporto e, di conseguenza, sui prezzi dei prodotti trasportati lungo la Penisola.
Se i rincari dovessero consolidarsi, il rischio è quello di un effetto a catena su imprese, distribuzione e famiglie, con nuove pressioni sull’inflazione. Proprio per questo la decisione sulle accise rappresenta uno dei principali dossier economici dei prossimi giorni.



