Comune di Torre Annunziata sciolto per la seconda volta in pochi anni. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale per «infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata».
Una decisione pesante che arriva dopo mesi di tensioni e rappresenta un nuovo durissimo colpo per la città vesuviana.
Le motivazioni del provvedimento
Secondo quanto riportato dalle fonti governative, l’esecutivo ha ravvisato gravi elementi di permeabilità mafiosa all’interno dell’amministrazione. Torre Annunziata torna così sotto gestione commissariale straordinaria, dopo essere già stata sciolta nel 2022 per gli stessi motivi.
La misura arriva a poche settimane dalle dimissioni irrevocabili del sindaco Corrado Cuccurullo (presentate il 5 maggio e diventate efficaci il 25 maggio), seguite alla nomina di un commissario prefettizio, il prefetto in quiescenza Gianfranco Tomao.
Una storia che si ripete
Torre Annunziata non riesce a scrollarsi di dosso il peso della camorra. Già nel passato recente la città era finita sotto i riflettori per le ingerenze del clan Gionta e per vicende come l’abbattimento di Palazzo Fienga, simbolo storico delle infiltrazioni.
Le dimissioni di Cuccurullo erano arrivate proprio dopo le dure parole del procuratore capo Nunzio Fragliasso durante la cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga, in cui aveva denunciato «ombre» e «contiguità» ancora presenti nella città.
A questo si erano aggiunte le inchieste sulla cosiddetta Gettonopoli, con perquisizioni della Guardia di Finanza nei confronti di consiglieri comunali.
Cosa succede ora con il Comune di Torre Annunziata sciolto
Con lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose:
- La gestione dell’ente passerà a una Commissione Straordinaria nominata dal Ministero dell’Interno.
- Non si terranno elezioni amministrative nei prossimi mesi.
- Verrà avviata una profonda opera di bonifica amministrativa.
Reazioni e amarezza in città
La notizia ha lasciato sgomenta gran parte della cittadinanza. Molti cittadini e associazioni esprimono frustrazione per un’immagine della città ancora una volta legata alla criminalità organizzata, nonostante gli sforzi di chi lavora per la rinascita di Torre Annunziata.
Il futuro del Comune resta incerto. Serviranno tempo, trasparenza e un forte impegno istituzionale per ricostruire fiducia e legalità.
Torre Annunziata, città di mare, di storia e di passione (dal Savoia 1908 alle tradizioni oplontine), merita una svolta vera. Lo scioglimento del Comune rappresenta un nuovo punto di partenza, doloroso ma forse necessario.



