Il tema dei condoni – edilizi, fiscali e amministrativi – torna al centro del dibattito politico con forza, diventando uno dei pilastri della discussione attorno alla manovra economica 2025. La maggioranza si presenta divisa su molte misure, mentre le opposizioni si compattano su proposte alternative. Nel mezzo, il Governo cerca una sintesi, in un contesto di richieste molto diverse tra loro.
1. I condoni nella manovra 2025: il ritorno del tema più divisivo
Il nodo principale è la possibilità di inserire nella manovra una nuova sanatoria edilizia. Fratelli d’Italia spinge con forza su una soluzione che — secondo il partito — mira a sanare situazioni vecchie e irrisolte, soprattutto nella Regione Campania, dove il problema dell’abusivismo edilizio è più critico.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo conferma che “uno spazio per la sanatoria edilizia sarà trovato”, spiegando che la situazione campana è particolarmente complessa.
Le quattro proposte di FdI sul condono edilizio
- Estensione della sanatoria del 2003
Mirata prevalentemente alla Campania, dove molte pratiche risultano ancora pendenti. - Nuovo condono per opere abusive ultimate entro il 30 settembre 2025
- Regolarizzazione degli abusi legati ai precedenti condoni del 1985, 1994 e 2003 con termine ultimo al 31 marzo 2026.
- Snellimento delle procedure comunali per le pratiche in sospeso.
FdI sostiene inoltre un emendamento simbolico:
Le riserve auree della Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo italiano.
Una proposta firmata dal capogruppo Lucio Malan, che riprende storiche battaglie del senatore Claudio Borghi (Lega).
2. La Lega dice no: “Non è questo il condono da fare”
Matteo Salvini interviene duramente e blocca l’impostazione di FdI:
“Niente sanatoria edilizia come è stata concepita finora.”
Il leader della Lega propone invece un meccanismo più radicale e immediato: il silenzio assenso.
La proposta Salvini
- I cittadini che hanno presentato domanda di condono 5, 20, 40 anni fa non hanno ancora risposta.
- I Comuni hanno accumulato milioni di pratiche arretrate.
- La proposta vuole imporre per legge:
- 6 mesi di tempo agli enti locali per rispondere
- Se non rispondono → silenzio assenso
- L’immobile si considera regolare a tutti gli effetti.
Un meccanismo che—paradossalmente—potrebbe essere persino più ampio di un condono tradizionale, perché coinvolgerebbe quantità enormi di immobili.
Inoltre, la Lega propone:
- nuove norme sugli affitti brevi
- modifiche alla tassazione dei dividendi
- correzioni allo scalino pensionistico
- stop all’idea iniziale di abbassare l’età pensionabile aumentando l’Irap a banche e assicurazioni
3. Forza Italia, Noi Moderati e Civici d’Italia: le altre proposte della maggioranza
Forza Italia
Le proposte più attese riguardano:
- misure a sostegno della casa
- semplificazioni di compensazione fiscale
- norme sui dividendi
- interventi per il comparto sicurezza
Noi Moderati
Spinge su:
- incentivi per affitti a lungo termine
- detrazioni sui libri scolastici
- sostegno alla genitorialità
Civici d’Italia
Chiede:
- dimezzamento della tassa comunale sulla domanda di cittadinanza
4. Le opposizioni: proposta unitaria per il fondo affitti
Il campo progressista prova a muoversi unito. Propone di destinare tutti i 100 milioni del cosiddetto “tesoretto” a un’unica misura condivisa: il fondo affitti.
In parallelo, ogni forza politica porta avanti le proprie bandiere:
PD
- Digital tax
- Stop ai fondi per il Ponte sullo Stretto
M5S
- Reddito di cura
Azione
- Estensione della platea beneficiaria del taglio IRPEF
- No tax area fino a 20mila euro per gli under 35
Italia Viva
- Start tax
- Taglio fondi protocollo Albania
AVS
- Due patrimoniali:
- modello CGIL
- modello spagnolo a scaglioni
5. Le altre misure economiche discusse: contante, previdenza, riserve auree
Tra gli emendamenti segnalati emergono:
Aumento utilizzo contante
- Possibilità di superare i 5.000 euro ma introducendo un bollo speciale.
Previdenza complementare per i nuovi nati
- Incentivi dedicati ai bambini nati dal 2025 per costruire un fondo pensionistico precoce.
Riserve auree di Bankitalia
- L’emendamento FdI propone la proprietà diretta dello Stato sulle riserve auree.
6. Sanatorie: tra necessità di semplificazione e rischio incentivo all’abusivismo
Il tema del condono è storicamente divisivo.
Argomenti a favore
- Smaltimento delle pratiche arretrate
- Regolarizzazione di immobili esistenti
- Aumento del gettito fiscale
- Maggiore certezza per i cittadini
Argomenti contrari
- Rischio di incentivare ulteriore abusivismo
- Penalizzazione dei cittadini che rispettano le regole
- Perdita di aree agricole o paesaggistiche
- Aumento della pressione sui servizi (viabilità, fogne, scuole)
In Campania, dove il fenomeno è più radicato, il confronto politico è acceso.
7. La sfida finale: la “quadra” che il Governo deve trovare
Domani sera la premier Meloni incontrerà:
- ministro Giorgetti
- capigruppo
- responsabili economici dei partiti della maggioranza
Lo scopo sarà trovare un compromesso realistico, dal momento che:
- Le richieste sono molte
- Le risorse sono poche
- Le proposte divergono profondamente
La posta in gioco è altissima: stabilire se la manovra conterrà davvero un nuovo condono, o una sanatoria mascherata in forme alternative come il silenzio assenso.
Conclusioni: verso quale direzione sta andando l’Italia sui condoni?
Il 2025 si preannuncia un anno cruciale.
La maggioranza è divisa tra:
- chi punta a sanatorie strutturate (FdI)
- chi vuole automatismi più radicali (Lega)
- chi guarda a misure più tecniche (FI, Noi Moderati)
- chi propone soluzioni simboliche (Civici d’Italia)
Le opposizioni reagiscono con compattezza, proponendo alternative su welfare, casa e fiscalità.
Il vero nodo politico resta l’abusivismo edilizio, soprattutto al Sud, e la capacità dello Stato di far rispettare le regole senza colpire i cittadini che vivono in situazioni urbanistiche complesse da decenni.
Nei prossimi giorni capiremo se la manovra conterrà un condono esplicito, un condono implicito o una stretta amministrativa sulle pratiche pendenti.



