Boscoreale. Sono trascorsi due anni dalla notte del 13 settembre 2024, quando una rapina in un’abitazione si trasformò in una tragedia per una famiglia di Boscoreale. Ma sono anche due gli arresti eseguiti nell’ambito dell’inchiesta da parte dei Carabinieri di Boscoreale guidati dal Comandante di stazione Massimo Serra. La famiglia, in prossimità della triste data che ha sconvolto la loro vita, vuole riconoscere pubblicamente il lavoro svolto dai militari.
Quella sera di due anni fa, intorno alle 21.30, la famiglia boschese si accorse – attraverso le telecamere di videosorveglianza – della presenza di persone sospette nei pressi dell’abitazione dei loro genitori. Una casa già presa di mira in precedenza. Quando i familiari raggiunsero l’appartamento, trovarono una Fiat Bravo con una donna a bordo.
Poco dopo, dall’abitazione uscirono quattro uomini. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo aver aggredito due donne, i quattro si impossessarono della Mercedes della famiglia, sulla quale si trovava ancora lo zio, un uomo di 61 anni, invalido e residente con una delle familiari.
L’uomo trascinato fuori dalla vettura, durante la fuga, fu investito e rimase gravemente ferito. I quattro malviventi, dopo aver percorso una strada senza uscita, si scontrarono con l’auto della vicina della famiglia. I componenti del gruppo riuscirono quindi a fuggire a piedi.

Le condizioni dell’uomo rimasero gravissime. Il 4 ottobre entrò in coma e il 20 ottobre 2024 morì all’ospedale di Pagani. Aveva 61 anni.
L’indagine e i due arresti
Da quella notte è iniziato un lungo lavoro investigativo.
I Carabinieri di Boscoreale rimasero sul posto fino alle prime ore del mattino, acquisendo testimonianze e immagini e ricostruendo gli spostamenti delle persone coinvolte. Le indagini sono poi proseguite nei mesi successivi, arrivando a individuare alcuni dei presunti responsabili.
Nel luglio 2025 per i fatti di quella notte fu arrestato Valentino Mitrovic, 21 anni, di origine serba. L’uomo indicato tra i presunti componenti della banda. E’ stato successivamente condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione.
Nel maggio 2026 è arrivato il secondo arresto: Zlatan Mitrovic, 20 anni, anch’egli di origine serba, che nel frattempo si era recato in Francia. Il giovane malvivente fermato successivamente consegnato alle autorità italiane. Secondo la ricostruzione della famiglia, i Carabinieri di Boscoreale si sono recati al confine tra Italia e Francia per prenderlo in consegna.
Le attività investigative hanno inoltre consentito di risalire ai nomi degli altri due uomini e della donna che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe svolto il ruolo di palo. Per gli altri tre presunti componenti sono in corso le procedure per la cattura.
Il riconoscimento della famiglia di Boscoreale
È proprio il lavoro svolto nel corso di questi due anni che la famiglia vuole mettere in evidenza.
Il ringraziamento è rivolto in particolare al comandante Massimo Serra e ai Carabinieri di Boscoreale, che quella notte rimasero accanto alla famiglia per diverse ore e che, successivamente, hanno continuato a lavorare sull’inchiesta.
Un riconoscimento viene rivolto anche al dottor Ugo Spagna, per il coordinamento dell’attività investigativa della Procura.
Per la famiglia, i due arresti rappresentano il risultato concreto di un’indagine che non si è fermata dopo le prime ore dell’intervento, ma è proseguita attraverso l’analisi delle immagini, la ricostruzione degli spostamenti e l’identificazione dei soggetti coinvolti.
La vicenda giudiziaria resta ancora aperta e saranno gli sviluppi processuali a stabilire le responsabilità dei singoli.
Resta però, per i familiari, la volontà di ringraziare chi ha continuato a lavorare sul caso anche a distanza di due anni.
Una gratitudine che nasce dal dolore per una perdita che non può essere cancellata, ma anche dalla consapevolezza che, dopo quella notte, le indagini sono andate avanti e hanno portato a due arresti.



