Fischi all’Italia, neanche Mancini li cancella: il Belgio vince 2-0 e l’Olimpico boccia ancora gli Azzurri. Il ritorno del tecnico del trionfo di Wembley comincia con una sconfitta in Nations League. Godts e Lukebakio firmano il successo belga. Ma l’immagine più pesante arriva dagli spalti: l’Italia esce tra i fischi. Mancini non si nasconde: «Ci stanno». La riconquista della Nazionale dovrà partire anche dal rapporto con i tifosi
Il passato non è bastato. Non è bastato Roberto Mancini, non sono bastati i ricordi di Wembley e nemmeno il ritorno all’Olimpico, lo stadio dal quale nell’estate del 2021 era cominciata la cavalcata verso il titolo europeo.
L’Italia riparte esattamente dal punto nel quale sperava di non trovarsi più: dai fischi.
Il Belgio vince 2-0 a Roma, con un gol per tempo di Mika Godts al 20′ e Dodi Lukebakio nella ripresa, e trasforma il debutto della seconda gestione Mancini in una serata amarissima. È la prima giornata della Nations League 2026/27 e il nuovo corso azzurro comincia con una sconfitta. Sky TG24
Ma il risultato racconta soltanto una parte della serata.
Perché il suono che resta dopo il triplice fischio dell’Olimpico è quello della contestazione del pubblico.
Fischi all’Italia e all’inno belga
C’è quasi una fotografia simbolica dentro Italia-Belgio.
La serata comincia male, con una parte del pubblico che fischia l’inno nazionale belga. Termina con gli stessi fischi, questa volta indirizzati verso gli Azzurri dopo una prestazione che non è riuscita a riconciliare la Nazionale con i suoi sostenitori. ANSA sintetizza proprio così la serata: dai fischi all’inno del Belgio a quelli rivolti alla squadra italiana. ANSA.it
Sono due episodi naturalmente differenti, ma racchiudono novanta minuti nei quali l’atmosfera dell’Olimpico cambia completamente.
Alla vigilia c’erano oltre 39 mila biglietti emessi e Mancini aveva individuato proprio nel rapporto con il pubblico uno degli obiettivi della sua nuova avventura. «Dipenderà da noi», aveva detto il commissario tecnico, spiegando che bel gioco e risultati sarebbero stati la medicina per riportare i tifosi dalla parte della Nazionale. FIGC
La prima risposta del campo è stata l’opposto.
Mancini torna 1.195 giorni dopo. Ma il finale è completamente diverso
C’era un significato particolare dietro il ritorno di Roberto Mancini.
Il tecnico sedeva nuovamente sulla panchina dell’Italia 1.195 giorni dopo la vittoria per 3-2 contro i Paesi Bassi nella finale per il terzo posto della Nations League 2022/23. FIGC
Nel mezzo è successo di tutto.
L’addio alla Nazionale nell’agosto 2023, l’esperienza in Arabia Saudita e soprattutto una Nazionale che non è riuscita a ritrovare stabilmente la dimensione raggiunta nell’estate del 2021.
Il ritorno di Mancini aveva inevitabilmente una componente sentimentale.
È l’allenatore dell’Europeo vinto a Wembley. L’uomo che aveva restituito entusiasmo a una Nazionale reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale 2018.
Ma il calcio ha cancellato rapidamente la nostalgia.
La seconda Italia di Mancini ha scoperto subito che non può vivere della memoria della prima.
Un primo tempo che riporta a galla tutti i problemi
Il Belgio prende progressivamente il controllo della partita e al 20′ passa con Godts.
L’Italia soffre, fatica a costruire con continuità e soprattutto non riesce a produrre quella sensazione di dominio che Mancini aveva indicato come obiettivo del nuovo ciclo.
RaiNews descrive un’Italia con troppi errori e poco convincente, mentre lo stesso commissario tecnico riconoscerà dopo la partita la superiorità belga nella prima frazione. RaiNews
Ed è forse questo l’aspetto più preoccupante.
Non tanto lo 0-1.
Quanto la difficoltà di vedere immediatamente una squadra diversa.
Mancini aveva avuto pochissimo tempo per lavorare con il gruppo e aveva avvertito alla vigilia che sarebbero stati necessari tempo e pazienza. Ma la Nazionale arriva a questa ripartenza portandosi dietro il peso della mancata qualificazione al Mondiale e un rapporto con il pubblico che deve essere ricostruito. FIGC
Nella ripresa un’altra Italia, ma il Belgio la punisce
Qualcosa cambia dopo l’intervallo.
L’Italia aumenta l’aggressività, alza il baricentro e costruisce occasioni per pareggiare. Pio Esposito e Kean vanno vicini all’1-1, ma proprio nel momento migliore degli Azzurri arriva il colpo definitivo.
Il Belgio riparte e Lukebakio firma il 2-0, chiudendo sostanzialmente la partita. Sky Sport
È un gol particolarmente pesante perché arriva mentre l’Olimpico cominciava finalmente a vedere qualcosa di più vicino all’Italia immaginata dal nuovo commissario tecnico.
Il miglioramento della ripresa non basta però a cambiare il giudizio complessivo della serata.
E al 90′ arrivano i fischi. Sky Sport
Mancini davanti ai fischi: «Ci stanno»
Mancini non prova a nascondere la contestazione.
Interrogato sulla reazione dell’Olimpico, il commissario tecnico risponde semplicemente: «Ci stanno».
Poi difende soprattutto quanto visto dopo l’intervallo, sottolineando le occasioni create dall’Italia e sostenendo che nella ripresa gli Azzurri abbiano messo maggiormente in difficoltà il Belgio. La Gazzetta dello Sport
È una risposta importante anche per quello che non contiene.
Nessuna polemica con il pubblico.
Mancini sa perfettamente che questa volta il credito accumulato nel 2021 non può essere sufficiente.
Lo aveva ammesso lui stesso prima ancora di tornare in panchina: un tifoso che si sia sentito tradito dal suo addio del 2023 può essere arrabbiato e, per riconquistarlo, serviranno risultati e prestazioni. RaiNews
Italia-Belgio rende quella missione ancora più evidente.
Il paradosso del ritorno di Mancini
C’è un paradosso nella serata dell’Olimpico.
Mancini era stato richiamato anche perché rappresentava l’ultimo grande momento felice della Nazionale italiana.
Cinque anni fa aveva lasciato un’immagine indelebile: la coppa europea sollevata a Wembley.
Ora deve riuscire a liberarsi proprio da quell’immagine.
Perché questa Italia non è quella del 2021.
Sono rimasti soltanto alcuni protagonisti di quella squadra e il nuovo ciclo contiene molti giovani e nove volti nuovi rispetto al recente passato, come aveva evidenziato la stessa FIGC alla vigilia della gara. FIGC
Non basta quindi rimettere Mancini sulla panchina per riaccendere automaticamente quella Nazionale.
Il lavoro è molto più profondo.
Una Nazionale che deve riconquistare gli italiani
Ed è probabilmente questo il tema che supera persino lo 0-2.
L’Italia deve tornare a farsi amare.
Dopo un’altra mancata qualificazione mondiale, il rapporto emotivo tra Nazionale e pubblico è inevitabilmente fragile. Donnarumma, alla vigilia, aveva parlato proprio della necessità di dare ai tifosi qualcosa che permettesse loro di «innamorarsi» nuovamente della maglia azzurra. FIGC
La prima occasione è stata mancata.
I fischi dell’Olimpico non sono una sentenza sul nuovo ciclo dopo appena novanta minuti, ma rappresentano un segnale che sarebbe sbagliato ignorare.
Il pubblico non chiede soltanto di vincere.
Chiede di riconoscersi nuovamente nella propria Nazionale.
Vuole intensità, personalità, coraggio. Vuole avere la sensazione che indossare quella maglia abbia ancora un peso diverso.
Da Wembley ai fischi dell’Olimpico
È questa l’immagine più forte della notte romana.
Roberto Mancini è tornato. Ma l’Italia del 2021 no.
Il Belgio lo ha ricordato brutalmente.
Godts e Lukebakio hanno deciso la partita, ma a raccontare davvero la serata sono stati probabilmente gli ultimi minuti, quando dagli spalti dell’Olimpico è arrivata la contestazione.
Mancini ha accettato quei fischi.
Adesso dovrà trasformarli.
Il nuovo commissario tecnico ha davanti quattro anni per costruire la sua seconda Nazionale, ma molto meno tempo per ricostruire entusiasmo e fiducia.
Perché questa volta il viaggio non comincia con un Paese che aspetta di essere sorpreso.
Comincia con un pubblico deluso che aspetta di essere riconquistato.
E dopo Italia-Belgio, quella strada appare ancora lunga.



