martedì, Febbraio 17, 2026

Ultime News

Related Posts

Il 118 in mano al clan D’Alessandro a Castellammare di Stabia

A Castellammare di Stabia un monopolio criminale sul servizio ambulanze

Il 118 in mano al clan D’Alessandro a Castellammare di Stabia. È un quadro inquietante quello che emerge dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti del clan D’Alessandro, storica organizzazione camorristica stabiese.
Indagini coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri del gruppo di Torre Annunziata. Il clan avrebbe di fatto controllato il servizio del 118 e il trasporto dei pazienti all’ospedale San Leonardo. Lo avrebbe fatto imponendosi sul mercato con minacce e intimidazioni.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto due misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati. Le accuse, a vario titolo, sono di trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza e tentata estorsione aggravati dal metodo mafioso.
Contestualmente è stato disposto il sequestro di una società di facciata, ritenuta strumento del clan per gestire i servizi sanitari d’emergenza in regime di monopolio.


Il sistema del clan D’Alessandro: minacce e “monopolio” sulle ambulanze

Le indagini hanno documentato come il gruppo criminale impedisse la concorrenza agli operatori economici intenzionati a partecipare alle gare pubbliche per l’affidamento dei servizi di soccorso e trasporto sanitario.
Gli imprenditori concorrenti venivano sistematicamente intimiditi e ostacolati, così da garantire al clan il controllo del settore.

Una strategia lucida e violenta, che secondo la Dda permetteva al gruppo di infiltrarsi nei servizi pubblici di assistenza, trasformando un presidio di salute in un affare milionario gestito con logiche mafiose.
La società “di copertura” sotto sequestro operava regolarmente sul territorio stabiese, ma di fatto rispondeva agli ordini del clan.


Dalle ambulanze al calcio: il tentativo di espansione allo stadio Menti

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere l’interesse del clan D’Alessandro a infiltrarsi anche in altri ambiti economici locali, tra cui il mondo dello sport.
Secondo gli investigatori, i vertici del gruppo criminale avrebbero tentato di imporre il servizio di ristoro all’interno dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, sede delle partite della Juve Stabia, con l’obiettivo di estendere la propria influenza commerciale.

Un segnale chiaro di come la camorra continui a muoversi su più fronti, dal controllo dei servizi sanitari alla gestione dei flussi economici legati a manifestazioni pubbliche e sportive.


Le indagini e i prossimi sviluppi

Il lavoro della Procura Antimafia di Napoli e dei carabinieri di Torre Annunziata prosegue per ricostruire tutti i rapporti economici e le eventuali complicità che avrebbero consentito al clan di operare indisturbato per anni.
Gli inquirenti ritengono che il giro d’affari gestito attraverso la società di ambulanze sequestrata fosse solo una parte di un sistema ben più vasto di controllo territoriale ed economico.

L’inchiesta conferma, ancora una volta, la capacità dei clan di infiltrarsi nei settori pubblici essenziali, approfittando delle fragilità amministrative e della necessità di servizi urgenti come il soccorso sanitario.

Redazione BNItalia
Redazione BNItaliahttp://www.bnitalia.it
La redazione di BNItalia è composto da un gruppo di giornalisti giovani e dinamici che garantiscono sempre notizie che offrono anche approndimenti.

Popular Articles