Nottata drammatica per la Salernitana, alle prese con una gravissima intossicazione alimentare che ha colpito ben 8 giocatori, l’intero staff tecnico e metà dello staff sanitario. I tesserati sono stati ricoverati presso l’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno e il “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia.
L’origine dell’intossicazione sembra essere riconducibile a una porzione di riso contenuta nel cestino viaggio post-gara, consumata dopo la partita di andata dei playout contro la Sampdoria, giocata ieri sera a Genova.
Il rientro è stato segnato da una scena quasi apocalittica: i primi malori si sono registrati già all’aeroporto di Genova, mentre durante il volo charter diretto a Salerno si è scatenato il caos, con conati di vomito e gravi sintomi gastrointestinali che hanno coinvolto gran parte della delegazione.
L’aereo è atterrato all’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi attorno alle 3:00 del mattino, dove ad attenderlo c’erano ambulanze, Carabinieri e Polizia di Stato, pronti a soccorrere i colpiti e trasportarli d’urgenza negli ospedali.
Attualmente la squadra è smembrata, impossibilitata a svolgere qualsiasi attività sportiva. L’evoluzione delle prossime ore sarà decisiva non solo per la salute degli atleti, ma anche per il regolare svolgimento del match di ritorno, previsto per il 20 giugno.
Nel frattempo, la Polizia ha avviato le indagini per ricostruire l’accaduto: è stato ascoltato il medico sociale della Salernitana e si sta cercando di risalire all’albergo genovese che ha fornito i pasti. Fondamentale sarà la relazione dell’ASL, attesa nelle prossime ore.
Se la Salernitana non dovesse essere in grado di prepararsi regolarmente al ritorno dei playout, non è escluso un differimento della gara, ma sarà necessario un provvedimento ad hoc da parte del presidente della Lega B, subordinato alla chiusura delle indagini sanitarie e al parere degli organi competenti.
Una situazione in continua evoluzione, che potrebbe avere pesanti ripercussioni sul destino sportivo del club.



