La Corte d’Appello di Salerno ha confermato l’assoluzione piena del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, nel processo per scambio elettorale politico-mafioso (noto come procedimento “Sarastra”). La decisione, arrivata il 2 marzo 2026, rende definitiva la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Nocera Inferiore, chiudendo una vicenda giudiziaria durata oltre un decennio e segnata da accuse gravissime, arresti e misure cautelari.
La Corte, presieduta dal dott. Perrotta e composta dai giudici a latere dott.ssa Zambrano e dott.ssa Conforti, ha dichiarato inammissibile l’appello presentato dalla Procura di Salerno contro l’assoluzione pronunciata in primo grado. Una pronuncia che, secondo i legali del sindaco, rappresenta un atto di grande correttezza giuridica e onestà intellettuale.
La storia giudiziaria: dall’arresto del 2013 alla definitiva assoluzione
Tredici anni fa, nel 2013, Pasquale Aliberti – allora candidato alle elezioni comunali di Scafati – fu arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. L’inchiesta ipotizzava un patto con esponenti del clan Ridosso-Loreto per ottenere voti in cambio di favori o appoggi politici, nell’ambito delle elezioni comunali 2013 e regionali 2015.
Negli anni successivi, Aliberti ha affrontato un calvario giudiziario pesante:
- Mesi di custodia cautelare in carcere
- Periodi di arresti domiciliari lontano dalla città
- Altre misure restrittive che hanno segnato profondamente la sua vita personale e familiare
Nonostante le difficoltà, Aliberti ha continuato il suo impegno politico, venendo rieletto sindaco di Scafati e guidando l’amministrazione con continuità.
La sentenza di primo grado (novembre 2024) aveva già assolto con formula piena Aliberti e gli altri imputati, rigettando integralmente le accuse formulate dalla Dda di Salerno. La Procura aveva impugnato la decisione, ma la Corte d’Appello ha ora chiuso definitivamente il procedimento dichiarando inammissibile il ricorso.
Le parole degli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe
Gli avvocati difensori, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, hanno espresso profonda soddisfazione per l’esito:
La sentenza mette fine a oltre un decennio di sofferenze per Pasquale Aliberti e la sua famiglia, riconoscendo pienamente la sua innocenza e stoppando ulteriori procedimenti legali. Si tratta di una pronuncia giuridicamente corretta e assunta con grande onestà intellettuale da parte della Corte.
I legali hanno sottolineato come la decisione confermi la solidità della difesa e l’assenza di elementi probatori sufficienti a sostenere l’accusa originaria.
La reazione del sindaco Aliberti: “Vince la verità dopo 13 anni”
Pasquale Aliberti ha commentato l’esito con un post sui social e dichiarazioni alla stampa locale:
Fine di un iter durato 13 anni. Vince la verità. Ringrazio la mia famiglia, i miei legali e tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso.
Il sindaco ha voluto sottolineare il peso umano della vicenda: anni di accuse pesanti, lontananza dalla città, stress familiare, ma anche la determinazione a non arrendersi e a continuare a servire Scafati.
Un punto di svolta per Scafati e per Pasquale Aliberti
L’assoluzione definitiva rappresenta un punto di svolta:
- Per Pasquale Aliberti, la chiusura di una pagina dolorosa che gli permette di guardare avanti senza ombre giudiziarie
- Per la città di Scafati, la conferma della legittimità del suo primo cittadino, eletto più volte dalla cittadinanza nonostante il procedimento in corso
- Per il dibattito pubblico, un caso che evidenzia i tempi lunghi della giustizia italiana e l’impatto delle misure cautelari su persone poi assolte
La pronuncia della Corte d’Appello di Salerno chiude ufficialmente il procedimento “Sarastra” per quanto riguarda Aliberti: non ci saranno più gradi di giudizio né nuovi processi su questi fatti.


