SCAFATI – Esistono libri destinati a riposare sugli scaffali e libri che, invece, decidono di “scendere” dalle pagine per farsi abitare. È questo il cuore pulsante dell’opera, che sarà presentata dagli autori venerdì 27 marzo ore 18,30 sala Don Bosco, un racconto che trasforma l’atto solitario della lettura in un’esperienza collettiva e artigianale.
Dall’Idea all’Officina
Tutto ha avuto inizio da una sfida lanciata tra i banchi di scuola: “E se i libri li costruissimo?”. Quella che era nata come una semplice idea di laboratorio si è presto trasformata in un’avventura creativa senza precedenti. Gli studenti non si sono limitati a studiare le trame, ma hanno letteralmente “montato a mano” le storie.
Il processo creativo descritto nel libro è un invito alla manualità:
- Materiali di recupero: Cartone, colla a caldo, stoffe e colori sono diventati gli strumenti per dare corpo alla fantasia.
- Dalle parole agli oggetti: Momenti chiave dei romanzi sono stati trasfigurati in scene concrete, stanze e piccoli mondi.
- L’aula come cantiere: La classe è diventata un’officina d’immaginazione dove si discuteva sulla posizione di una finestra o si rideva per i piccoli imprevisti del mestiere.
Un Viaggio nelle “Valigie delle Storie”
Il risultato di questo anno di lavoro è una collezione di oggetti straordinari: castelli, zattere, botteghe di falegnami e fabbriche di cioccolato. I libri si sono aperti come valigie, rivelando al loro interno non solo storie, ma il segno tangibile di pomeriggi passati con le dita sporche di tempera.
“I libri non servono solo a essere letti. Servono a essere abitati.”
Questa citazione riassume l’essenza dell’opera: un’esperienza vera, qui riproposta in forma romanzata, che dimostra come entrare in un libro significhi, in fondo, costruirlo pezzo dopo pezzo



