Genitori divisi dopo la decisione: troppe consegne per il 9 dicembre Intanto gli esperti: “Il carico a casa va calibrato”
Alla scuola primaria Cangemi di Boscoreale, in provincia di Napoli, scoppia la discussione attorno ai troppi compiti a casa nel ponte dell’Immacolata. Secondo quanto riferito da diversi genitori, ai bambini delle classi elementari sarebbero stati assegnati numerosi compiti per il weekend festivo, impedendo di fatto alle famiglie di vivere serenamente i giorni che precedono l’8 dicembre.
La mattina di martedì resta confermata con il rientro a scuola come da calendario, ma ciò che accende il dibattito è il carico di lavoro domestico richiesto agli alunni, percepito da molti come eccessivo per bambini dai 6 agli 11 anni. Soprattutto per chi di venerdì ha lavorato con orario pieno e deve seguire i figli nei giorni successivi, solitamente dedicai alle prime attività natalizie, come quelle di addobbare la casa con il presepe e l’albero di Natale. Oppure di stare in famiglia tutti insieme.
La dirigente scolastica Carmela Mascolo, dovrebbe intervenire su alcune maestre che non hanno alcun rispetto per il tempo libero delle famiglie, ma ogni volta non lo fa ritenendo regolare l’assegnazione dei compiti per il fine settimana. La vicenda ha però aperto un confronto più ampio su un tema che negli ultimi anni divide famiglie e mondo scuola: i compiti a casa devono essere tanti, pochi o addirittura eliminati?
La protesta dei genitori: “Ponte negato ai bambini, weekend carico di compiti”
La scintilla nasce da alcuni gruppi di genitori che contestano un weekend definito troppo impegnativo, in una fase dell’anno in cui molte famiglie avrebbero voluto dedicarsi a iniziative natalizie, uscite o semplicemente riposo domestico. Una mamma non ha usato mezzi termini: “Perché le maestre hanno diritto al riposo dal venerdì pomeriggio in poi e noi genitori no, dopo una settimana di lavoro?”
Le lamentele ricorrenti riguardano:
- esercizi e letture assegnati in più materie
- difficoltà a conciliare lavoro, famiglia e supporto ai figli
- mancanza di un vero tempo libero per i più piccoli
- weekend percepito come “non festivo”
Diversi genitori sostengono che la scuola avrebbe potuto ridurre il carico nel weekend dell’Immacolata, consentendo ai bambini di vivere il ponte come momento ricreativo. La questione genera discussione, specie perché in molti sottolineano che, mentre gli adulti lavorano tutta la settimana, il fine settimana dovrebbe essere anche un tempo di recupero emotivo per i figli.
Il ruolo della scuola e della dirigenza
Da fonti interne emergerebbe la volontà di mantenere un percorso didattico coerente con la programmazione annuale. Non ci sono elementi che facciano pensare a una volontà di penalizzare il ponte, quanto piuttosto la scelta di proseguire con la normale assegnazione dei compiti prevista dal curriculum.
È importante precisare che nessuna norma obbliga la scuola a sospendere le attività in occasione del ponte dell’Immacolata, né a ridurre i compiti, trattandosi di una festività breve e non di una chiusura scolastica deliberata. Tuttavia, la reazione dei genitori dimostra quanto il tema rimanga sensibile.
Ma i compiti a casa servono davvero? Cosa dicono pedagogisti e ricercatori
Il dibattito non nasce a Boscoreale, ma da anni divide l’Italia e non solo. Molti paesi europei, come Finlandia e Danimarca, riducono o limitano fortemente i compiti. Al contrario, il modello italiano ne mantiene un ruolo centrale.
Secondo numerosi pedagogisti:
- I compiti possono consolidare l’apprendimento, soprattutto nella primaria
- non devono però superare un tempo sostenibile per l’età
- La qualità del compito dovrebbe prevalere sulla quantità
- Il carico eccessivo può generare stanchezza, ansia, disaffezione verso lo studio
- Il tempo libero è parte dello sviluppo cognitivo e sociale
Ricerche dell’Università di Stanford hanno evidenziato che troppo studio extra-scolastico può incidere negativamente sul benessere dei bambini, mentre l’OCSE suggerisce un equilibrio tra attività strutturate e momenti liberi.
Quando i compiti diventano “troppi”?
Non esiste una regola nazionale, ma molti esperti indicano una stima media:
| Fascia d’età | Tempo consigliato al giorno |
|---|---|
| 6-7 anni | 20-30 minuti |
| 8-10 anni | 40-60 minuti |
| 11 anni+ | può crescere gradualmente |
Il weekend del ponte rientrerebbe in un periodo in cui — secondo i genitori — le attività assegnate potrebbero aver superato questa soglia percepita. Alcune famiglie parlano di compiti in diverse discipline da completare tra sabato e lunedì, limitando lo spazio per svago, attività sportive o tempo insieme.
Il punto chiave emerso dal caso di Boscoreale
La vicenda della scuola Cangemi porta in luce una questione nazionale:
Come si concilia la formazione scolastica con il diritto al riposo e alla socialità dei bambini?
Il ponte dell’Immacolata rappresenta tradizionalmente un momento atteso, di atmosfera natalizia, mercatini, addobbi e gite familiari. Se il carico di compiti diventa troppo incisivo, parte della comunità scolastica può percepire una limitazione del tempo libero infantile.
Nessuno contesta l’importanza della didattica, ma genitori e insegnanti, secondo molti pedagogisti, potrebbero trovare un punto d’incontro basato su:
- programmazione anticipata e condivisa dei compiti
- distribuzione del lavoro didattico su più settimane
- maggiore dialogo scuola-famiglia
- attenzione al benessere psico-fisico dell’alunno
Una discussione che può diventare opportunità
Da iniziative come questa può nascere un confronto costruttivo. Alcune scuole hanno sperimentato:
- weekend liberi da compiti una volta al mese
- assegnazione ridotta nei periodi festivi
- compiti “soft” come lettura o attività creative
- coinvolgimento delle famiglie in questionari decisionali
L’obiettivo, spiegano molti educatori, non è eliminare lo studio, ma non trasformarlo in un peso.
Care maestre, era proprio necessario?
Il caso della scuola Cangemi di Boscoreale ha acceso il dibattito su compiti, ponte dell’Immacolata e tempi dei bambini. La dirigente Mascolo gestisce la situazione secondo il quadro normativo vigente, ma la reazione dei genitori segnala una sensibilità crescente verso il tema del rapporto tra studio e benessere familiare.
Il tema ora è sul tavolo: serve ripensare il modello dei compiti nel weekend? Trovare equilibrio può garantire apprendimento efficace senza rinunciare al tempo dell’infanzia.
La domanda resta aperta:
è possibile conciliare scuola rigorosa e weekend sereni per le famiglie?



