mercoledì, Febbraio 18, 2026

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Sequestro ai Napolitano Store: sigilli ai negozi frode fiscale e Iva

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito il sequestro dell’intero compendio aziendale di una società con sede a Casalnuovo, attiva nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari, già destinataria lo scorso 17 settembre di un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, provvedimento successivamente confermato dal Tribunale del Riesame.

Tra i beni già sottoposti a sequestro figurava anche uno yacht di 16,5 metri.


I sigilli ai negozi “Napolitano Store”

In esecuzione di un decreto emesso dal gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Nola, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli hanno posto i sigilli ai negozi “Napolitano Store”, presenti tra Casalnuovo e Napoli.

Il titolare dell’attività è noto anche per una forte esposizione sui social network, dove pubblicava quotidianamente decine di post promozionali relativi alla vendita di telefoni cellulari e prodotti elettronici.


Le accuse: frode all’Iva e fatture per operazioni inesistenti

Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, la società avrebbe continuato a perpetrare le stesse condotte illecite che avevano già portato al sequestro dello scorso settembre.

In particolare, l’accusa riguarda una frode all’Iva, realizzata attraverso:

  • fatture per operazioni inesistenti;
  • cessioni senza applicazione dell’imposta;
  • utilizzo di società “cartiere”, prive di dipendenti e di reale operatività;
  • soggetti economici sistematicamente inadempienti agli obblighi tributari.

Cellulari venduti “in nero” e pagamenti solo in contanti

Dagli accertamenti svolti dagli investigatori era emerso che, grazie alle false fatturazioni e all’evasione dell’Iva, la società riusciva a vendere smartphone di ultima generazione a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti:

  • i telefoni venivano venduti in nero;
  • il pagamento doveva avvenire esclusivamente in contanti;
  • al cliente non veniva rilasciato uno scontrino fiscale valido.

Al posto del documento fiscale, veniva consegnata una “bolletta” priva di valore fiscale, molto simile a uno scontrino, generata tramite un software gestionale dedicato.


Il sistema della “bolletta” e il codice IMEI

Nella documentazione consegnata al cliente, veniva comunque indicato il codice IMEI del dispositivo, elemento che consentiva alla società di:

  • giustificare formalmente l’uscita della merce dal magazzino;
  • monitorare le vendite al dettaglio;
  • garantire al cliente la sostituzione del prodotto in caso di problemi.

Un sistema che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe permesso di mascherare operazioni di vendita irregolari, eludendo il fisco.


La crescita anomala del fatturato

Un altro elemento ritenuto significativo dagli investigatori è la crescita esponenziale e anomala del fatturato della società negli ultimi anni:

  • 2,2 milioni di euro nel 2017;
  • 20,8 milioni di euro nel 2023.

Una progressione considerata sospetta e non coerente con i normali parametri del settore, anche alla luce delle irregolarità fiscali contestate.


Il video in Consiglio regionale della Campania

Il titolare dell’azienda era finito sotto i riflettori anche per un video girato l’8 agosto dello scorso anno all’interno del Consiglio regionale della Campania.

Nel filmato compariva insieme alla tiktoker Rita De Crescenzo, all’interno dell’ufficio dell’allora consigliere Pasquale Di Fenza, mentre veniva sbandierata la bandiera italiana con in sottofondo l’Inno nazionale. Un episodio che aveva già suscitato polemiche e attenzione mediatica.


Indagini ancora in corso

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità penali e fiscali e per ricostruire nel dettaglio l’intero sistema di evasione ipotizzato.

Il sequestro dell’intero compendio aziendale rappresenta, secondo gli investigatori, un passaggio decisivo per interrompere la prosecuzione delle condotte illecite già contestate nei mesi scorsi.

Redazione BNItalia
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