martedì, Giugno 9, 2026

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Torre Annunziata, giorno decisivo per Cuccurullo

Torre Annunziata, giorno decisivo per Cuccurullo. E mentre la città attende la sua scelta, ieri è arrivato un colpo di scena che ha reso il quadro ancora più drammatico: l’intera giunta comunale si è dimessa.

La cronaca di un crollo annunciato

Tutto è partito il 5 maggio, durante la cerimonia di abbattimento di Palazzo Fienga, l’ex fortino del clan Gionta. Il procuratore capo Nunzio Fragliasso, con parole taglienti, ha parlato di «troppe contiguità», «opacità» e «illegalità» ancora presenti nell’amministrazione comunale. Pochi minuti dopo, Cuccurullo – visibilmente scosso – ha rassegnato le sue dimissioni, definendo quelle accuse «gravi e profondamente ingiuste» nei confronti di una città che sta cercando di riscattarsi.

Da quel momento è iniziato un mese convulso. Pressioni, incontri, appelli pubblici. Il sindaco Pd, eletto nel 2024 con oltre il 70% dei voti al ballottaggio, ha più volte ribadito di non essere attaccato alla poltrona e di essere pronto a un confronto diretto con la Procura.

Poi è arrivata la seconda mazzata: la Gettonopoli (o Rimborsopoli). La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni e sequestri per oltre 18mila euro nei confronti di due consiglieri comunali del Pd, accusati di aver gonfiato le presenze nelle commissioni consiliari per incassare gettoni di presenza non dovuti. Un nuovo schiaffo alla credibilità dell’amministrazione.

L’ultimo atto: la giunta si consegna

Ieri, sabato 23 maggio, nel tardo pomeriggio, è arrivato il gesto più eclatante. Tutti gli assessori hanno rimesso nelle mani del sindaco le loro deleghe, dimettendosi in blocco. Un atto politico forte, quasi teatrale, accompagnato da una lettera in cui la giunta rivolge un appello diretto a Cuccurullo: «Lei è l’uomo giusto per guidare la città. Ritiri le dimissioni e formiamo insieme un esecutivo di tecnici per il rilancio».

Un messaggio chiaro: la maggioranza si sfila, ma chiede al sindaco di restare, magari con una squadra rinnovata e più tecnica, per provare a evitare il commissariamento.

Una città stanca

Torre Annunziata si ritrova così sospesa. Da un lato un’amministrazione uscita indebolita da scandali, ritardi cronici (come quelli del secondo lotto dello stadio Giraud) e accuse pesanti della magistratura. Dall’altro una città ferita, stanca di essere identificata solo con le sue piaghe storiche: camorra, degrado, dissesto finanziario.

Corrado Cuccurullo ha tempo fino alla mezzanotte di oggi per decidere il futuro suo e della città. Ritirare le dimissioni significherebbe tentare una difficile operazione di ricucitura con una maggioranza ormai a pezzi. Non ritirarle vorrebbe dire lasciare Torre Annunziata al suo destino più temuto: il commissariamento.

La piazza, il porto, i quartieri popolari osservano in silenzio. In una città abituata a convivere con le proprie contraddizioni, oggi più che mai si respira un’aria di resa collettiva. Ma anche di possibile, ennesimo, colpo di scena.

Oggi sapremo. E qualunque sia la decisione di Cuccurullo, resterà il segno di un’amministrazione che, tra speranze e veleni, è arrivata al capolinea.

Luigi Capasso
Luigi Capassohttp://www.bnitalia.it
Luigi Capasso, Direttore Responsabile di BNItalia, è un giornalista professionista. Ha iniziato come giornalista sportivo creando il sito Resport. Successivamente, è stato direttore di un quotidiano cartaceo e di diversi quotidiani on line. Conduttore e ospite televisivo, ha anche collaborato con diversi quotidiani nazionali.

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